Ofelia, gli altri artisti e la mamma

Un grande girotondo di Cappuccetto Rosso. Non mostrano i dentini aguzzi come il personaggio icona di questa street artist bresciana . Hanno faccette birbanti e occhi vispi e ti guardano dall’alto dell’enorme murale che Ofelia ha realizzato in uno dei piloni della fermata metro di Sanpolino. Hanno cominciato in 12 venerdì , preceduti dai bambini della ludoteca di Sanpolo e Sanpolino che insieme ai detenuti di Verziano hanno preparato i piloni. Bravissimi tutti gli artisti coinvolti in questo progetto di riqualificazione che è stato organizzato da True Quality (http://truequality.it). Andate ad ammirare le opere che campeggiano sui 12 piloni della metro. Meritano. Questi ragazzi hanno lasciato un bellissimo segno alla nostra città . E lo hanno fatto lavorando su ponteggi dalla mattina alla sera. Sono ancora lì adesso (domenica h 19,00). Aspettano la luce adatta per fotografare il loro murale come Czar, da Vigevano. Ofelia anche lei è lì , con la sua felpa colorata, il suo sorriso pulito e la sua mamma che da venerdì la affianca , una piccola seggiola dove riposarsi ogni tanto ed ammirare la maestria di questa giovane donna. Sicuramente la sua ammiratrice più sfegatata la sua mamma. Da oggi ci sono anch’io. Andate a vedere il girotondo di Cappuccetto Rosso e tutte le altre opere. Grazie ragazzi! http://www.serenagiribuola.it/OFELIA/Serena_Giribuola.html

Piacevoli scoperte

 

Oggi, mentre attendevo di presenziare alla conferenza stampa di cui vi parlerò dopo, passeggiavo tranquillamente per la città….lo faccio raramente, perché raramente mi concedo il lusso di non far nulla e , in questo esclusivo caso, devo ammettere che mio marito ha ragione: passeggiare senza meta per il centro può essere rilassante e fonte di piacevoli scoperte, come quella che ho fatto stamattina. Ero in anticipo sulla tabella di marcia, per cui con andatura dinoccolata mista agitazione, ho imboccato via Musei e all’angolo con via Gabriele Rosa, mi è apparsa una chiesa che non ricordo di aver mai notato. È la Chiesa di Santa Maria della Carità, da poco restituita ai cittadini e talmente bianca da infastidire gli occhi quando splende il sole. E allora sono entrata…. e ve lo consiglio…non solo per la bellezza di questa piccola chiesetta, ma anche e soprattutto per un gentilissimo nonnino (ho scoperto dopo essere uno dei volontari del Touring Club) che subito mi e’ venuto incontro e mi ha raccontato tutto di questo piccolo luogo sacro. È così piacevole ascoltare le persone anziane, mi regalano una pace che gli adulti in genere sanno solo distruggere. E in dieci minuti riesce ad infilarci anche tre o quattro aneddoti della sua infanzia. Quando frequentava l’Itis, che aveva sede allora presso il Monastero di Santa Chiara(altra cosa che ignoravo) andava a scuola partendo da casa in via Rebuffone. In quel momento ho mentalmente attivato Google Maps per cercare di capire quanto chilometri facesse tutti giorni per andare a scuola…come noi, uguali, che parcheggiamo a strati pur di non camminare. E a piedi passava proprio davanti a questa chiesetta, che in passato fu trasformata in monastero ed era nota, ai bresciani, come la chiesa del Buon Pastore le cui principali mansioni furono la produzione di ostie e di paramenti liturgici: “cosa da suore” mi dice ridacchiando il simpatico signore. E quindi, mi racconta, “Se avevo studiato procedevo dritto filato, in caso contrario entravo e dicevo una piccola preghiera”. Sarei stata ad ascoltarlo ancora un po’, ma la conferenza si avvicinava. Quando sono ripassata di lì ad un paio di ore sono rientrata, ma era impegnato a conversare con altri due turisti e io non avevo più tempo! Andateci voi…. merita veramente… non solo la chiesa!!!!

 

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Sangue amaro, no ….lilla

 

Ci sono giornate che hanno quel colore indefinito ed indefinibile, quel “grigiolino” che ti penetra dentro e rende un po’ tutto nebbioso e umidiccio. Un po’ come oggi, un po’ come questa settimana appena iniziata ; il lavoro che non gira come vorresti, tu che friggi sulla sedia; il sangue amaro comincia a circolare, contaminando  energie fino a qualche giorno fa in pieno circolo . Poi ti arriva nelle mani una piccola bustina bianca con grosse lettere scritte in lilla. Bella Diaz Mia c’è scritto, dentro 10 euro per la tessera. La bella bambina dai profondi occhi scuri, un po’ seri ma con la limpidezza tipica della sua età ci guarda mentre scriviamo due righe di ringraziamento alla sua famiglia. Io personalmente la ringrazio perché il sangue non è più amaro e le energie di nuovo in circolo hanno il colore lilla di “Bella Diaz Mia”.

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Lui è Andrea

Ho conosciuto Andrea Morandi in una delle interminabili ma piacevoli file (si fanno sempre incontri interessanti) alla Cascina Maggia, di sabato mattina per il Mercato del Bio. Non mi ricordo esattamente il momento preciso in cui ho notato questo tipo strano ed originale con un enorme sorriso sotto la barba . So solo che la mia naturale predisposizione verso tutti coloro che sono fuori dagli schemi (almeno secondo i miei rigidi canoni educativi), ha attirato subito la mia attenzione. All’inizio Andrea arrivava al mercato con una macchina vecchia e un po’ trasandata (perdonami Andrea, da che pulpito !). Poi è arrivato in sella ad una bicicletta fichissima (passatemi il termine), con un porta bisaccia alla maniera dei cavalli dei cow boy. Avete presente le bisacce di Tex Willer e Kit Carson? Uguale uguale a parte il fatto che qui Andrea ci metteva frutta e verdura . Non so come facesse a tornare a casa con quel carico . Però forte! Da un annetto Andrea ha inventato un altro mezzo a due ruote. È la bici cargo dell’Ortociclo. Dai che l’avete già visto in giro .

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Eccolo qui Andrea . Ti porta la tua spesa (bio) a casa e copre la zona del centro storico , ma per chi abita fuori c’è anche un punto di smistamento (il Bookstop di Via Leonardo da Vinci). Mi piacciono molto lo spirito innovativo, l’idea e la passione di Andrea . Con la sua pedalata ecosostenibile muove buone energie. E ne abbiamo bisogno! E poi Andrea è uno degli amici del progetto “Bella Diaz, Scuola Mia”. Lo troveremo insieme alle ragazze de La Stationette alla festa del 4 giugno, con il suo sorriso  e la sua bici cargo colma di frutta e verdura. Macedonia fresca e frullati. Grazie grazie. Intanto se volete fare la spesa , cliccate qui. www.ortociclo.it

Una luce blu per l’Autismo

  
Nell’arco della mia vita lavorativa scolastica, precaria ormai da molti anni, ho avuto la possibilità ed il piacere di incontrare innumerevoli persone, alcune fantastiche, altre istericamente meravigliose, molte insopportabili, alcune enigmatiche ma profondamente intelligenti ed altre da evitare come la peste. C’è n’è una, tra le tante che mi hanno conquistata, che occupa una posizione privilegiata nel mio cuore… non ci sentiamo molto spesso, qualche messaggio  qua e là o brevi telefonate, ma poco importa, quando la vedo mi scalda il cuore. Ironica,pungente, a volte burbera e impenetrabile, ma chi la conosce sa quale cuore grande nasconde. Domani, il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale dell’Autismo… anche Brescia si tingerà di blu, il colore dell’Autismo…. ed è proprio a lei e a tutte le mamme “racchiuse” in questo mondo che dedico questa giornata. Ho ancora impresso nel cuore i nostri discorsi durante il cambio pannolino dei bimbi del Nido… si parlava di figli, di progetti….io raccontavo le stupidate dette o fatte dai miei e lei mi raccontava della figlia più grande alle prese con il primo anno di Università e con i primi amori e di Francesco…un ragazzone quasi diciottenne affetto da autismo.  

 Terry e’ una super mamma impegnata a ripulire un mondo carico di stimoli troppo intensi per lui e di pregiudizi che a volte sono più limitanti delle vere barriere architettoniche. Non è una vita facile la loro, privata dalla speranza di poter vedere il proprio figlio guarire: il disturbo lieve o meno che sia, lo accompagnerà per tutta la sua esistenza! Ma Francesco e’ fortunato, perché ha due genitori meravigliosi impegnati nell’arduo compito di rendere compatibile il suo disturbo con le sfide quotidiane della vita, facendogli raggiungere il massimo livello di abilità possibili per poter vivere al meglio. Delicato, nervoso, agitato,  Francesco ha trovato una sua dimensione nella musica e nello sport: il nuoto e un bel campo d’atletica dove correre, dove scaricare le tensioni, libero, felice e sorridente.  

   
La qualità della sua vita e di tutti i ragazzi e bambini come lui, può migliorare: la Lombardia é all’avanguardia nella diagnosi, nello studio e nella formazione di chi compone la loro rete relazionale, ma i servizi sono ancora insufficienti per coprire i reali bisogni delle famiglie. Fo.Bap Onlus, Anffas, Brescia Onlus, Congrega della Carità Apostolica e Fondazione Dominique Franchi Onlus hanno promosso il Fondo Autisminsieme per sensibillizzare e raccogliere fondi per i minori bresciani con disturbo dello spettro autistico. 

Aiutiamoli! Accendiamo di blu la nostra città e non solo! Ci vediamo domani, in Piazza Loggia, rigorosamente in blu!!!!